Riccardo Natili

Italia, Roma

Difficile trovare un pittore così sprezzante di fronte alla tela, eppure, Riccardo Natili, romano classe 1950, non è il tipo che si fa intimidire dalle incognite dell’arte e neppure da quelle della vita. Il suo passato nel mondo dell’economia, della comunicazione e della musica l’ha visto affrontare ogni frangente con forza, con coraggio: cadere e rialzarsi nel nome di una filosofia un po’ naïf e in fondo poetica.
Quel che accade nei suoi quadri è proiezione di un istinto ancestrale, di un bisogno senza freni inibitori, che lo porta a piegarsi al volere della tela, vera ispirazione di Natili. Unafedeltà assoluta al colore che annulla il ruolo del soggetto da un punto di vista concettuale e lo ripropone in un’accezione nuova, al servizio dell’equilibrio cromatico ed estetico della struttura d’insieme.

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Con il chiaro intento di trasferire nell’opera la sua essenza estroversa, l’artista si rifiuta di fare progetti, di premeditare il dipinto e come in un amplesso, si lascia andare all’istinto gettandosi sul supporto con irruente astrattismo. Qui gli ritornano alla mente volti, scenari urbani, oggetti, sapori, sensazioni provate o immaginate, ma nulla è tratteggiato in modo netto e chiaro nella sua memoria, così preferisce liberarsi di tutto, svuotare ricordi e visioni per poi sistemare ogni cosa mediante un’armonizzazione che avviene in seconda battuta.
Nessuno snobismo da artista contemporaneo, nessun pelo sulla lingua per il “giovanotto” Natili, pronto a dimostrare che non è sempre il male di vivere ad alimentare la creatività, che c’è un modo sano di gestire il demone dell’arte e soprattutto che il quadro è una dimensione abitabile e non necessariamente preludio di sofferenza. “Io dipingerei e basta perché è ciò che mi dà di più nella vita. Con le mie opere c’è un flusso di scambio di energia che si rinnova continuamente, io mi diverto a realizzarle”, commenta con entusiasmo.
Non sempre si chiude nello studio per dipingere: adora il palcoscenico e non perde occasione per cimentarsi in performance che si trasformano in affollati happening, con il contatto ravvicinato di amici e appassionati. La tecnica mista con colle acriliche e pigmenti è la base di una grammatica che mescola il dripping alle tecniche di stilizzazione dell’espressionismo astratto, con frequenti variazioni street. I suoi lavori, raccolti in una personale, saranno in mostra a Roma fino al 16 gennaio negli spazi di Villa Brasini.

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