L’Art Gallery Gregorio VII, sita nell’omonima via al civico 274, a poca distanza dalla Basilica di San Pietro, continua a far convivere, nei suoi spazi raccolti ed accoglienti, tutti quei manufatti umani capaci di risvegliare e potenziare il gusto estetico di clienti affezionati e nuovi visitatori.

La location nasce negli anni Settanta come negozio di antiquariato: Umberto Scribano, il fondatore, ha donato una forte impronta identitaria alla sua attività, grazie alla sua esperienza e ai suoi numerosi viaggi all’estero, soprattutto in Inghilterra, patria degli antiquari più esigenti e dalle collezioni più ricercate.

L’universo del vintage racchiude gli oggetti più disparati: mobili in robusto legno di noce, candidi merletti, vasi cinesi dipinti a mano con i contorni in filigrana dorata, cornici di oltre due secoli, finemente intarsiate… la lista è pressoché infinita.

La figlia di Umberto, Laura, con l’ausilio del collega Peter Manchia, ha scelto di portare avanti questa preziosa eredità con impegno e passione, in una continua ricerca di nuovi suppellettili e complementi di arredo tra case d’asta ed abitazioni private.

Ma l’amore per le cose belle non si ferma all’antiquariato: in un panorama commerciale in perenne divenire, costantemente orizzontato verso le più attuali frontiere del piacere visivo e dell’eleganza, l’attenzione si rivolge anche al modernariato e all’arte contemporanea: l’Art Gallery Gregorio VII fa coabitare antico e moderno, dando vita ad una miscela armoniosa di differenti tendenze legate al design, affinando quella sensibilità protesa all’esaltazione della bellezza.

In questa perfetta cornice spaziale, che già custodisce poliedrici capolavori, più o meno artigianali, mediante la sapiente lungimiranza dei suoi proprietari, un altro evento è pronto a mettere in mostra e a promuovere un volto inedito, o, perlomeno, poco decantato e sfruttato, dello scouting del collezionismo d’epoca.

Nei giorni 11 e 12 dicembre, infatti, si terrà un’esposizione di bigiotteria di alto livello, la cui storia affonda le sue radici, simultaneamente, tra Italia e America, unendo la ricercatezza e la sobrietà italiche con la vanitosa esuberanza degli States.

Bijoux Americani – Gioielli di Hollywood”, si configura quale perfetta occasione per conoscere ed approfondire tutta una categoria di gioielli che, nonostante non possegga gemme, pietre naturali o metalli puri costosi, si fa notare per l’artigianalità e per uno stile particolare, ribaditi in qualsiasi tipologia di ornamento.

L’inaugurazione è fissata alle ore 17:30 di sabato 11, durante la quale Maria Teresa Cannizzaro offrirà una panoramica esaustiva sui bijoux della mostra: ex professoressa di storia e filosofia, Maria Teresa, a partire dagli anni Ottanta, si innamora della bigiotteria di provenienza americana ed inizia a collezionarla e a studiarne le origini storiche e le tecniche di realizzazione.

Locandina dell’evento.

Credits: Peter Manchia

La presentazione e, per chi vorrà, la conseguente vendita dei pezzi proposti, metterà in risalto tre brand in particolare, probabilmente le ditte leader e più apprezzate del settore: Kenneth Jay Lane, Pell e Trifari.

Dei tre marchi, Trifari è il più antico di tutti: esso nasce nel 1910 negli USA, ad opera di un immigrato italiano di nome Gustavo Trifari; i primi successi dell’azienda arrivano negli anni Trenta, quando viene assunto Alfred Philippe come capo designer, rivoluzionando il look della produzione nella direzione del lusso.

Nel 1940, Trifari adotta un processo di placcatura con trifanium, il quale dà alla bigiotteria una veste argentata e dorata che sembra reale, aiutando, inoltre, a mantenere la bellezza dei singoli monili per anni.

Trifari raggiunge l’apice del suo prestigio negli anni Sessanta, con il periodo “botanico”: grazie al successo delle perle, i gioielli griffati Trifari rappresentano soprattutto foglie ed elementi correlati alla vegetazione, ulteriormente impreziositi da numerosi strass; la qualità delle creazioni comincia a scemare già agli inizi degli anni Ottanta, a causa dei diversi passaggi di proprietà a cui l’azienda è soggetta.

Con Pell non occorre risalire agli albori del Novecento, ma il frangente temporale della sua fondazione, intorno agli anni Cinquanta, sottolinea lo spirito di iniziativa e la voglia di fare tipiche di quel contesto, puntando all’originalità e alla sperimentazione in ogni ambito.

Alfred Gaita, americanizzando il nome di suo padre Pellegrino, dà alla luce il marchio Pell, che da oltre mezzo secolo progetta e licenzia gioielli di ogni fattura in un capannone, rimasto sempre lo stesso nei decenni, nonostante le migliorie, nel quartiere Astoria di New York; l’abilità degli artigiani, molto simile a quella delle botteghe orafe di ascendenza borbonica, conferisce a qualunque pietra “la dignità di un diamante”.

Non a caso, Pell è ancora il fornitore ufficiale delle tiare per le partecipanti al concorso di Miss America.

Con Kenneth Jay Lane, probabilmente il più noto e blasonato dei tre brand, la glorificazione del boom economico è massima: spregiudicato e fantasioso arrampicatore sociale, forte del suo cursus honorum tra il diploma conseguito alla School of Design, svariate mansioni d’ufficio, il soggiorno a Parigi e la prima minuscola azienda, Kenneth, nel cuore pulsante degli anni Sessanta, si è letteralmente imposto sul mercato della bigiotteria, travalicando le diffidenze dei compratori più facoltosi, abituati a gioielli veri.

Kenneth Lane acquisisce in poco tempo una popolarità esponenziale, creando manufatti eleganti ma meno cari, benché le sue primissime creazioni siano state battute all’asta per cifre da capogiro, come quelle disegnate per Jacqueline Kennedy nel 1962.

Egli ha adornato, con i suoi gioielli, le più importanti dive di Hollywood: Lana Turner, Audrey Hepburn, Sophia Loren, Liz Taylor.

La sua concezione dello charme femminile è all’avanguardia: la donna, sempre più indipendente ed emancipata, ha il diritto di sfoggiare la sua raffinata sensualità e di esprimere tutta la propria personalità, indossando il capo di bigiotteria che più le si addice.

Non ci sono limiti all’immaginazione: il classico italiano si unisce alla curiosità per l’esotismo, fondendo un bestiario ricchissimo con lo squadrato minimalismo dell’Art Decò, perle di sintesi, strass e gemme in resina dai colori vivaci.

Trifari, Pell, Kenneth Lane: le loro collezioni possiedono bijoux adatti ad ogni circostanza, Natale, Pasqua, San Valentino, compleanni o semplici ed estemporanee dichiarazioni di sentimenti sinceri, impiegando molteplici temi figurativi.

Con l’esposizione “Bijoux Americani – Gioielli di Hollywood” dell’11 e 12 dicembre presso l’Art Gallery Gregorio VII, si avrà l’opportunità di fare un insolito e piacevole salto indietro nel tempo, laddove nacquero dei piccoli luccicanti sogni, decisi a tramutarsi in concreti angoletti di gioie visuali.

Se si pensa alla prospettiva imprenditoriale ed esistenziale di Kenneth Lane, tanto temeraria quanto saggia, si affaccia alla mente un collegamento semantico ardito ma coerente.

Nella celebre dizi Bay Yanlış (Mr. Wrong, 2020), produzione televisiva turca di fama internazionale, mentre, nel terzo episodio, la protagonista Ezgi Inal (interpretata da Özge Gürel), cammina sotto la pioggia preda delle pene d’amore, lungo le strade di Istanbul appare un manifesto pubblicitario con la scritta Kendini sev (Ama te stesso).

Kendini sev non è una semplice affermazione, ma un assioma inconfutabile: amare se stessi non è presunzione né egoismo, ma significa autostima, rispetto e tutela del proprio io, con tutte le sue ambizioni e volontà, senza le quali non è possibile instaurare relazioni sane e trasparenti con gli altri.

E i gioielli indossati in qualsiasi momento, seguendo l’ottica di quel visionario designer ed esulando dalla diffusa etichetta, affibbiata loro probabilmente per invidia e convenienza, di vacuo simulacro dell’apparire, venerano ed evidenziano, invece, una parte autentica del proprio essere, aggiungendo un’ulteriore sfumatura all’individualità inimitabile.

Fonti:

  • Cannizzaro, M. T. (2002). Brillanti illusioni. Dives Edizioni.
  • Trifari, bigiotteria d’epoca. (n.d.). Fashion Details. https://www.fashiondetails.it/it/blog/bigiotteria-americana-trifari-per-fashionisti-e-collezionisti-b21.html

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