Inaugurazione “Art Gallery Gregorio VII”

di Alessia Citti

Dopo il successo della personale dedicata al pittore russo Andrey Protasov, l’accogliente e prestigiosa location dell’Art Gallery Gregorio VII, sita nell’omonima via al civico 274, non lontana dalla Basilica di San Pietro, si prepara ad ospitare l’evento artistico che, finalmente, sancisce il suo battesimo in qualità di luogo d’arte d’eccellenza.

Il prossimo sabato 23 ottobre 2021, a partire dalle 18 e per un’unica imperdibile serata, si terrà l’inaugurazione di questa raffinata galleria d’arte, con artisti ed ospiti d’eccezione; essi condurranno la platea incuriosita in un viaggio interiore variegato e poliprospettico, come solo l’arte è in grado di edificare.

Si tratta di un vero e proprio percorso ermeneutico, che abbraccia differenti tecniche rappresentative e stili pittorici, con lo scopo condiviso di scuotere gli angoli più profondi dell’anima, per portarne alla luce sentimenti e condizioni psichiche anche contrastanti.

Gli artisti presenti saranno i seguenti: Manuela Citti, Marisa De Gregorio, Laura Guspini, Lucia Lula Serra, Francesca Morlacchi, Paolo Pozzetti, Anna Romanello, Loredana Sala, Federica Virgili, ognuno dei quali presenterà alcune delle proprie opere e, di conseguenza, esternerà una parte del proprio universo identitario.

Ecco a voi una breve anticipazione delle creazioni artistiche e dei contesti immaginifici ai quali avrete l’onore di assistere sabato, insieme a quelle menti fantasiose ed ispirate che li hanno resi concreti e possibili. Cominciamo da Paolo Pozzetti: costui, oltre ad essere un pittore, è anche uno psicologo e, in questo senso, i suoi quadri assolvono proprio quel compito terapeutico, di immancabile panacea, di cui l’arte dovrebbe sempre farsi promotrice.

Quando entra in contatto con psicologie labirintiche e doloranti, Paolo Pozzetti assimila gli itinerari contorti di queste menti e, nel dare loro una forma tangibile, si serve delle tele e dei colori per restituirli alla realtà in forme astratte.

Pennellata dopo pennellata, gli inconsci riemergono per affacciarsi alla luce di una constatazione oggettiva, per quanto essi continuino ad essere frammentari ed imprendibili, comunicando tutta la forza di un disagio umano represso.

“Volo dell’anima” Paolo Pozzetti. 

In Volo dell’anima, Paolo Pozzetti si avvale di una tortuosa cinetica futurista, che riproduce alla perfezione l’animo disorientato e ramingo: una forza centripeta sembra risucchiare lo spettatore verso il centro del quadro, mentre delle colombe stilizzate anelano alla libertà e alla purificazione da ogni fardello dello spirito.

Volo dell’anima è un acrilico veramente potente, che pone interrogativi sulle difficoltà dello stare al mondo ma, al contempo, indica una necessaria via di uscita dalle proprie incertezze, fattibile mediante la determinazione insita in ognuno di noi; occorre soltanto il coraggio di portarla allo scoperto.

Loredana Sala è l’unica scultrice del gruppo e vanta la partecipazione a numerose mostre in Italia e nel mondo, come la rinomata Gloria Delson Contemporary Art di Los Angeles, innumerevoli collettive a Via Margutta e svariate personali a carattere tematico.

La sua tecnica contempla l’utilizzo di diversi materiali e la stessa poiesis scultorea favorisce un approccio tattile alle opere.

“Il Sogno 3” Loredana Sala. 

La sua scultura Il sogno 3, in terracotta smaltata, mette in risalto il modellamento di corpi stilizzati, in un’alternanza di vuoti e di pieni che sono volutamente orizzontati verso il rifiuto della rappresentazione figurativa.

Nella suddetta opera, la figura, armoniosa solo in apparenza, si assottiglia nelle curve per trasmettere una sensazione di levità, per avvicinarla di fatto alla dimensione onirica.
Con la pittrice Manuela Citti, invece, ritorniamo al contesto figurativo, con un dipinto che esalta il profilo estremamente materico dei soggetti raffigurati.

L’olio su tela Emozione è un trionfo di giochi di luce e di chiaroscuri: il sapiente uso delle ombre dà vita ad un’opera nella quale dominano la sensualità e l’attrazione fisica, eppure il tocco tra i corpi si rivela delicato, quasi un inno al pudore e alla compostezza, alla ricerca di un’aura semantica intensa ed evocativa.

“Emozione” Manuela Citti. 

In Emozione convivono il tenero istante che precede il bacio con l’irresistibile esigenza di contatto di due persone infervorate, dotate di una profondità scultorea, che unisce il romanticismo passato alle istanze più ribelli dell’amore contemporaneo.
Cambiamo di nuovo artista e status creativo ed operativo, per incontrare l’esperienza e la sapienza pittoriche di Anna Romanello.
Costei vanta un curriculum ricchissimo tra studi e collaborazioni artistiche: già docente all’Accademia di Belle Arti di Roma, con alle spalle un fruttuoso periodo formativo a Parigi, Anna Romanello ha all’attivo numerose performance in ogni angolo del globo; le mostre che l’hanno ospitata e che continuano ad accoglierla sono consapevoli di dare ulteriore lustro ad un’artista che possiede una fama consolidata a livello internazionale.

I suoi quadri vengono spesso acquistati per impreziosire le collezioni d’arte più celebri e la sua crescita professionale, intrisa di sperimentazioni e di saldi interessi verso nuove tecniche, è documentata e recensita in cataloghi e riviste di settore.

“Marilyn” Anna Romanello. 

Tra le sue creazioni più simboliche c’è senza dubbio Marilyn: questa tela a tecnica mista rappresenta una sorta di punto di congiunzione e di sospensione tra astratto, pop e figurativo, un’unione stilistica faticosa, che non può non generare uno scontro che si trasferisce anche sul piano dei contenuti.
La Marilyn di Warhol, anche se reiterata fino all’eccesso, possiede ancora la dignità dell’interezza e della nitidezza dell’immagine, ma con l’opera di Anna Romanello la questione è diversa: l’osannata attrice perde il ruolo di protagonista del quadro, in quanto relegata in basso, poiché è il caos ad occupare lo spazio, lanciando un messaggio ben preciso: la figura femminile sfugge inesorabilmente, si disperde e si parcellizza, sopraffatta da una società ipocrita, basata sulla violenza e sui compromessi.

Di sicuro, risulta impossibile rimanere calmi o addirittura indifferenti davanti ad una simile rappresentazione della condizione umana, che punta verso lo squallore e la progressiva assenza di riferimenti certi.

Di tutt’altro tenore è la fedeltà figurativa di Francesca Morlacchi: la sua pittura incarna una devozione totale alla maestosità del soggetto, del quale nessun particolare viene tralasciato, né reso sommariamente; i dettagli costituiscono l’elemento portante dei suoi dipinti, per raggiungere una pressoché impeccabile vicinanza al reale.

Ne è palese esempio l’opera Soffia il vento… Sussurra e accarezza, dove la caratteristica del segno incisivo e precisissimo restituisce la veridicità dei contorni di questo “volto equino”, la cui espressività è a dir poco commovente, in grado di toccare i moti empatici più profondi; limitatamente alla tecnica, viene subito alla mente l’aderenza anatomica tipica dei capolavori di Albrecht Dürer

La suddetta opera di Francesca Morlacchi, benché dispensatrice di armonia, nasconde in verità un inconsueto dualismo: il cavallo, creatura che simboleggia la vitalità per antonomasia, si trova anche a dissimulare i propri intenti emozionali, creando una dicotomia intrinseca tra perfezione del tratto, leggiadria del soggetto e latente energia, pronta ad esplodere senza preavviso.

Nonostante lo stile sia completamente differente, anche Il mondo visto da dentro di Federica Virgili affronta la dimensione ingarbugliata dell’interiorità e delle sue volontà sopite.

“Il mondo visto da dentro” Federica Virgili. 

In questo caso, tuttavia, invece di presentare una contrapposizione già costruita e di difficile soluzione, la pittrice si impone un tentativo di dialogo: il dipinto raffigura una panoramica sospesa del proprio spirito, proteso verso l’esterno e mosso da un’urgenza di libertà; l’invito al salto nel vuoto è l’alternativa proposta alle reticenze e alle difficoltà di comunicazione con il mondo fuori.

In un ambito quasi prettamente pittorico, spicca la presenza, in questa mostra, di una fotografa: Marisa De Gregorio, nei suoi scatti, lascia trapelare tutto il suo amore per Taranto, la sua città natale, e per le sue tradizioni popolari.

Le sue istantanee hanno arricchito svariati eventi in Puglia e a Roma e provincia, ottenendo importanti riconoscimenti, soprattutto legati all’attività di fotografa sul web e alla formazione continua, che le ha permesso di affinare la correlazione imprescindibile tra fotografia e rappresentazione visiva della memoria storica e sociale di un paese.

Il bacio più dolce. Marisa De Gregorio. 

La foto Il bacio più dolce è la vivida espressione di un ricordo tenero ed irripetibile: si avverte il bisogno di fissarlo in un’immagine imperitura, perché è un attimo che possiede quella precisa sfumatura, altrimenti si trasforma in un altro istante dal significato ormai differente.

Le ultime, ma non meno importanti, pittrici che esporranno in questa collettiva sono Laura Guspini e Lucia Lula Serra con le loro rispettive opere Se occorre scavo e Sogno di fine estate.

“Se occorre scavo” Laura Guspini.

Per quanto l’approccio alla creazione pittorica sia alquanto divergente, lo scopo semasiologico, a dipinto concluso, è molto simile: cercare fuori e dentro se stessi quell’oasi rigenerante e personalissima, capace di trasportare l’individuo in una dimensione parallela, sia essa ricca di colori o minimal; un luogo nel quale ritrovarsi e disperdere le ansie, dove l’interiorità può esprimersi senza convenzioni o, semplicemente, godersi l’immensità dei propri liberi e rilassati pensieri.

“Sogno di fine estate” Lucia Lula Serra. 

L’iter culturale, delineato dal brillante curatore ed art promoter Luigi Rosa, non finisce qui: coerentemente con l’atmosfera corale dell’evento, in veste di moderatrice della serata, Karen Thomas, con la sua impegnata poetica artistica, abbraccia e fonde i lavori di tutti i partecipanti.

Pittrice dal talento innato, Karen Thomas, nata a Berlino ma autentica cittadina del mondo, ha potenziato i suoi studi e la sua attività pittorica tra Parigi, Lubecca, Kiel, Amburgo, New York e Los Angeles.

Il suo credo più radicato è il valore etico dell’arte, che Karen non smette di infondere alle sue opere, considerate tra le più illustri testimonianze del Neoespressionismo coevo, fino alle sperimentazioni più ardite sull’astrattismo, incentrate su conflitti e mescolanze cromatici.

“Primavera” Karen Thomas. (n.d.). [Photo]. La Gazzetta Di Napoli. 

Il suo rapporto con l’arte è anche di natura sinestetica: negli ultimi anni, Karen Thomas si dedica alla fusione della pittura con il mondo della musica, dando vita ad inconsuete tele tematiche.

Il fine ultimo della sua produzione è sempre il medesimo: l’arte è un mezzo di comunicazione infallibile, che ha il dovere ma, soprattutto, il piacere di veicolare pace ed equilibrio.

Il suo messaggio di speranza e benessere traspare in tutti i suoi dipinti e l’augurio più grande è di ritrovare questa sana aria di ottimismo alla mostra del prossimo 23 ottobre, a partire dalle ore 18, mentre San Pietro si lascia indorare dalle luci vermiglie del tramonto.

Un’ultima descrizione dell’ambiente dell’Art Gallery Gregorio VII: uno spazio espositivo eclettico, famoso per la vendita di arredi d’antiquariato fin dagli anni Settanta, al cui interno i mobili d’epoca si accompagnano ai complementi decorativi più attuali, in una valorizzazione reciproca.

Una storia di passione e di amore per le cose belle, iniziata con Umberto Scribano, fondatore dell’azienda, e portata avanti con orgoglio oggigiorno dalla figlia Laura, insieme a Luigi Rosa e a Peter Manchia.

Curiosi di conoscere poliedriche frontiere artistiche in un clima completamente innovativo ed insolito?

Questa inaugurazione è proprio l’occasione adatta.

Preparatevi a rendere speciale il sabato sera con un appuntamento indimenticabile.

Si informano i gentili partecipanti che si sono aggiunti alla mostra anche gli artisti Giancarlo Amabile, Camilla Cusumano, Marta Dzialowska, Caterina De Mari, Riccardo Natili ed Ornella Paglialonga, i quali hanno scelto di prendere parte all’iniziativa dopo la stesura definitiva del presente articolo.

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